Sintomi dell’ansia

Scopriamo insieme quali sono i sintomi dell’ansia, quando è funzionale e quando non lo è.

Tutti noi abbiamo provato uno stato di ansia. Questo perché l’ansia non rientra solo nel quadro di un disturbo, ma è una condizione fisiologica indispensabile per la nostra vita.

Quando è funzionale l’ansia?
• Per la prestazione: entro certi livelli l’ansia è nostra alleata, consentendoci di essere attenti e mettere in campo le risorse necessarie per affrontare i compiti.
• Per la sopravvivenza: di fronte a una situazione percepita come pericolosa induce uno stato di attivazione preparando l’organismo alla reazione di attacco o di fuga.

Quando non è funzionale e siamo in presenza di un disturbo d’ansia?
• Quando è eccessiva: oltre un certo livello diventa la nostra nemica e crea uno stato di malessere anche molto forte che può impedire il normale svolgimento delle attività.
• Quando è ingiustificata o sproporzionata rispetto alla situazione. Di fronte a una minaccia percepiamo uno stato di tensione e di ansia che porta all’azione. Questo è normale perché la natura ci ha dotati di una risposta automatica di attacco o fuga che di fronte ad un pericolo provoca una serie di modificazioni corporee utili alla sopravvivenza. Siamo dotati quindi di un sistema di allarme molto importante ed utile, ma che crea un disagio se si attiva troppo facilmente (in situazioni in cui la maggior parte delle persone è meno ansiosa) o nel momento non opportuno (in situazioni in cui la maggior parte delle persone resterebbe tranquilla).

Nell’ansia è presente una significativa componente somatica. Quando riferiamo di provare ansia sperimentiamo infatti delle sensazioni corporee come tachicardia, aumento della frequenza del respiro, sudorazione, costrizione al petto, vertigini, sensazione di mancanza d’aria, tensione muscolare…sono tutte manifestazioni dell’attivazione del sistema di allarme, utili di fronte ad un pericolo per garantire energia finalizzata alla fuga o alla lotta per la sopravvivenza. È presente inoltre la componente emotiva (dall’apprensione alla preoccupazione fino alla paura e al panico) e quella cognitiva. Ha un ruolo importante infatti anche il significato che attribuiamo ad un evento, la nostra percezione di esso e gli occhiali attraverso i quali lo guardiamo. I pensieri inoltre sono catturati dall’ansia orientandosi verso aspettative negative e di pericolo che non fanno altro che aumentare lo stato ansioso. Infine c’è la componente comportamentale, la reazione alla situazione che può essere quella di affrontare o evitare il problema.

Dott.ssa Deborah Pravato

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