ASSERTIVITÀ

L’assertività è un modo di essere che si declina anche in uno stile di comunicazione efficace, favorendo quindi i rapporti interpersonali.

La base dell’assertività è:

il rispetto per se stessi e per gli altri.

Essere assertivi implica infatti la capacità di riconoscere ed esprimere i propri pensieri, bisogni e desideri (rispettando quindi sè stessi) nel rispetto reciproco. La persona assertiva non si tiene tutto dentro rinunciando ad esprimere i propri bisogni, ma non li esprime neanche aggressivamente senza rispettare chi ha di fronte. Lo stile assertivo oscilla tra due estremi di un continuum (passività e aggressività) senza mai raggiungerli.

STILI ANASSERTIVI

La persona passiva rinuncia ad esprimere i propri sentimenti e desideri dando la precedenza ai bisogni dell’altro. Si origina quindi uno squilibrio relazionale, nato dalla considerazione asimmetrica dell’importanza dei bisogni e diritti: sono più importanti quelli dell’altro e i propri passano in secondo piano. Questo evita relazioni conflittuali che la persona passiva non sarebbe in grado di sopportare, in quanto la considerazione che ha di sé dipende molto dagli altri. La persona passiva quindi non chiede e non ottiene ciò di cui ha bisogno, i suoi diritti vengono spesso calpestati alimentando il risentimento. A lungo andare questo modo di relazionarsi frustrante e squalificante può portare ad esplosioni  di rabbia accumulata.

La persona aggressiva invece si esprime a gran voce manipolando e inferiorizzando gli altri, cercando di averla sempre e comunque vinta. Impone i suoi diritti violando però quelli degli altri. A lungo andare anche questo modo di relazionarsi non ha effetti positivi, stimola altrettanta aggressività e incrementa la distanza nelle relazioni.

Capita spesso inoltre di passare dall’estremo della passività, in seguito al quale ci si sente umiliati, a quello dell’aggressività. Questo porta a sperimentare un forte senso di colpa, con il conseguente ritorno a una eccessiva passività. Si instaura quindi un ciclo di passività-aggressività.

STILE ASSERTIVO

L’assertivo sta nel mezzo: significa RISPETTO PER LE PROPRIE EMOZIONI E I PROPRI BISOGNI NEL RISPETTO DELLE ESIGENZE E DEI DIRITTI DELL’ALTRO. La persona assertiva è: consapevole dei propri diritti e nello stesso tempo attenta alla persona che ha di fronte, sa chiedere quando ha bisogno, sa dire di no, esprime i suoi sentimenti, non usa la manipolazione e il dominio nelle relazioni, fa critiche costruttive e non distruttive, rischia nelle relazioni, comunica in modo chiaro e onesto nella consapevolezza delle conseguenze, fa rispettare i propri diritti senza calpestare quelli degli altri …

Essere assertivi richiede energia, tenacia e impegno perché spesso è più facile avere delle reazioni aggressive o di fuga. La persona passiva attraverso il suo modo di essere ha il vantaggio immediato di placare l’ansia e il senso di colpa. A lungo andare però si crea disagio nelle relazioni perché questo stile relazionale dà vita a rapporti poco sinceri e gli altri incontrano delle difficoltà a capire cosa la persona pensa e desidera. La persona aggressiva a breve termine ha una percezione di controllo assoluto, ma questo stile stimola altrettanta aggressività che dà origine a una escalation o provoca la fuga dalla relazione, favorendo l’isolamento della persona.

IL COMPORTAMENTO ASSERTIVO ORIGINA DA UN PENSIERO ASSERTIVO.

I pensieri orientano le nostre azioni. I pensieri su di sé, sugli altri e sul mondo fanno parte di un bagaglio che si costruisce dall’infanzia attraverso l’educazione e le esperienze vissute, un bagaglio che guida i nostri comportamenti.

La persona passiva ha dei pensieri di autosvalutazione che stanno alla base di una scarsa autostima e autoefficacia. Se penso di valere poco e di essere inadeguato vedrò gli altri sempre più capaci e migliori di me, reputerò i loro desideri più importanti dei miei e rincorrerò un’idea di perfezione nel tentativo di essere accettato. Se penso di non avere diritti non potrò farli rispettare agli altri e verranno quindi spesso calpestati, aumentando un senso di frustrazione e umiliazione.

La persona aggressiva invece ha una idea di superiorità di sé e svalutazione dell’altro, utilizza la manipolazione e la critica distruttiva. Agisce spinta dalla convinzione che l’attacco sia il miglior modo per farsi rispettare e ottenere un risultato. Ha l’idea di doversi difendere dagli altri e non potersi fidare.

La persona assertiva dà valore a se stessa con la consapevolezza dei propri limiti e delle proprie risorse, grazie alle quali si sente capace e in grado di poter esercitare un controllo delle situazioni. Si concede il diritto di sbagliare e quindi di potersi correggere, assumendosi la responsabilità dei suoi comportamenti. Ha un comportamento caratterizzato da rispetto, chiarezza e responsabilità.

Dott.ssa Deborah Pravato – Psicologo Milano

 

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