La cultura delle non-emozioni

PSICOLOGO MILANO

“Non piangere”

“Non essere arrabbiato altrimenti la mamma diventa triste”

“Non fare la femminuccia”

“Devi reagire”

Ricordi di viaggio

Ricordo di viaggio.
René Magritte

La nostra educazione è ricca di messaggi che non favoriscono l’espressione delle emozioni.

È abbastanza comprensibile quindi che da adulti continuiamo a credere che questa sia la cosa giusta da fare. E allora iniziano i problemi… perché il meccanismo non ha un funzionamento perfetto come ci volevano far credere.

Nascondere serve a poco, non ci fa star bene e spesso amplifica le stesse emozioni e il timore che gli altri le vedano. Inoltre non impariamo che tra il nasconderle e il farle esplodere c’è una modalità diversa e più costruttiva: esprimerle nel rispetto di se stessi e degli altri.

Sia per fattori culturali sia per il fatto di averle respinte per molto tempo, alcune emozioni si conquistano un posto nel libro nero contenente la lista di quelle che mai dovrebbero esistere e quindi, neanche a dirlo, che mai dovrebbero essere provate. Per qualcuno è la rabbia, per altri la sofferenza….Il risultato è la costruzione di un’idea alquanto irrealistica di ciò che un essere umano dovrebbe provare e la messa in atto di comportamenti coerenti con la convinzione della correttezza di tale idea.

Provate a pensare a una volta in cui avete tentato di non mostrare e/o di scacciare una emozione, per esempio l’ansia durante un esame o nel parlare in pubblico, la rabbia o ancora la delusione.

È scomparsa? Siete riusciti a controllarla?

Immagina di essere di fronte ad un pubblico e dover presentare il tuo lavoro importante. Ti senti molto agitato. Cerchi di nasconderlo in ogni modo preoccupandoti sempre di più del rossore in volto o del sudore, segnali che potrebbero tradirti e far capire agli altri quanto sei in ansia.

Più ti preoccupi e più ti senti impacciato e agitato. Controllare e nascondere quindi non sembra che stia servendo, anzi sta mantenendo e incrementando l’emozione.

E se poi alla fine non sei soddisfatto della tua prestazione? La prossima volta probabilmente sarai ancora più agitato e avrai ulteriori motivi di preoccupazione. Un circolo vizioso creato con le tue stesse mani.

Il fatto di non accettare e non legittimare le emozioni che proviamo riuscendo a trovare un canale di espressione adeguato, crea disagio con se stessi e nelle relazioni con gli altri.

Un percorso che aiuti ad apprendere una modalità assertiva di vivere ci permette di sviluppare la capacità di esprimere emozioni, pensieri e bisogni nel rispetto di se stessi e degli altri.

Dott.ssa Deborah Pravato

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