LA TAVOLOZZA DELLE EMOZIONI

PSICOLOGO MILANO

LA TAVOLOZZA DELLE EMOZIONI

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…le emozioni sono numerose e connotate da sfumature particolari. È un po’ come per i colori: ne esistono diversi, ci sono tonalità differenti dello stesso colore e dalla loro unione ne nascono altri.

L’emozione è spesso l’elemento che più nitidamente e in modo immediato avvertiamo in una esperienza.

L’emozione la sentiamo attraverso i risvolti fisiologici che comporta. Per esempio quando abbiamo paura o siamo in ansia ci batte forte il cuore, siamo tesi e respiriamo affannosamente.

L’emozione la vediamo attraverso i segnali del corpo. Basta pensare all’espressione del volto, se ne può individuare una specifica e rappresentativa per ogni emozione.

Spesso si pensa che da certe emozioni non ci si possa liberare, che siano dei vortici che ci coinvolgono e ci attraversano, come uno scroscio d’acqua improvviso. A volte si crede di essere in balia delle emozioni e quindi di non poterle controllare, gestire e dunque l’unico modo per sfuggire all’emozione diventa evitare di mettersi in una situazione in grado di provocarla.

In realtà l’emozione non è il primo anello della catena, non capita casualmente come un temporale che ci sorprende….spesso siamo noi a scegliere di provare una data emozione e lo facciamo attraverso la nostra mente.

È infatti il nostro modo di vedere la realtà, l’interpretazione e i pensieri che facciamo in relazione ad essa che determinano l’emozione che sperimentiamo. È un po’ come se avessimo degli OCCHIALI attraverso i quali interpretiamo il mondo, gli altri, noi e le cose che ci accadono.

Di fronte alla medesima situazione quindi più persone  coi loro occhiali diversi possono dare interpretazioni differenti, formulare dei pensieri anche opposti.

Per capire meglio la relazione tra pensieri ed emozioni proviamo ad immedesimarci nella seguente situazione: stiamo camminando per strada e non molto distante da noi passa un nostro amico che però inaspettatamente non ci saluta.

Qualcuno potrebbe pensare semplicemente “Non mi avrà visto”, mantenendo quindi uno stato di calma rispetto all’evento.

Potrei però pensare: “Che maleducato, non mi saluta neanche”. In questo caso sarò infastidito dal comportamento del mio amico. Gli occhiali inoltre mi hanno impedito di considerare qualsiasi altra ipotesi alternativa per spiegare l’evento. Viene data per scontata una verità, cioè che il mio amico mi ha visto e di proposito non mi ha salutato.

Potrei inoltre pensare: “Non mi ha salutato, quindi deve avercela con me”. Questo pensiero mi renderà triste e dispiaciuto. Anche in questo caso gli occhiali mi hanno indotto a non considerare altre ipotesi esplicative, scegliendone subito una, data automaticamente per vera.

Questo non vuol dire che basta mettersi un paio di occhiali rosa per vedere tutto più positivamente, ma significa che a volte portiamo proprio degli occhiali con lenti di un unico colore (tutte nere o tutte rosse per esempio) che ci impediscono di vedere che il mondo è fatto di mille colori e non di uno solo. Ci impediscono quindi di guardare i diversi risvolti delle situazioni, inducendoci a considerarne in modo assoluto uno soltanto.   È a partire dal modo di pensare e interpretare la realtà che nascono le emozioni e i comportamenti.

L’esempio sopra riportato spiega come gli eventi non sono di per sè in grado di elicitare in noi delle emozioni, ma spesso è la nostra percezione, il nostro modo di interpretare la realtà a determinare emozioni e comportamenti.

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