Claustrofobia

Psicologo Milano

L’oggetto della paura nella claustrofobia è  il luogo stretto e chiuso.

Da questo definizione si può creare un lungo elenco di luoghi avversi per i claustrofobici: ascensore, cinema, risonanza magnetica, metropolitana, gallerie ma anche aerei, luoghi senza finestre o con finestre che non si possono aprire, luoghi affollati, porte chiuse…

La claustrofobia  non è uguale all’agorafobia.

Nell’agorafobia è presente, spesso in conseguenza di attacchi di panico, la paura di allontanarsi da luoghi ritenuti sicuri per il timore di stare male, di non potersi allontanare o non essere soccorsi nel caso di un attacco di panico. Tale paura è estesa a qualsiasi situazione in cui sono presenti, secondo la persona, tali caratteristiche. Quindi anche all’aperto (es. una coda in autostrada, uscire da soli).

Nella claustrofobia invece c’è la sensazione di non avere aria, di poter stare male perché ci si sente soffocare in un luogo stretto, chiuso o molto affollato.

Un elemento accomuna la claustrofobia con l’agorafobia, ma anche con tutte le fobie: l’EVITAMENTO.

Anche nella claustrofobia infatti si adotta una condotta basata sull’evitamento delle situazioni temute, innescando quindi il circolo vizioso delle fobie che non fa altro che mantenere in vita la paura continuando a farla sperimentare ogni volta che ci si trova in situazioni correlate e soprattutto continuando a mantenere, se non allargare, la lista delle limitazioni che poniamo alla nostra vita.

Dott.ssa Deborah Pravato

 

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