Disturbo Post-Traumatico da Stress

PSICOLOGO MILANO

Uno dei possibili esiti psicologici legati al trauma è il Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD), che nel DSM IV-TR (APA, 2000) fa parte della categoria dei disturbi d’ansia. Il primo criterio per poter parlare di PTSD è che l’evento traumatico in questione sia caratterizzato dall’aver vissuto o assistito a uno o più eventi che hanno implicato morte, minaccia di morte, gravi lesioni o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri. Inoltre è necessario che la risposta della persona a tale evento sia stata caratterizzata da paura intesa, sentimenti di impotenza o di orrore.

Come si manifesta il disagio psicologico nel PTSD?

Ci sono tre aree sintomatologiche che caratterizzano il PTSD secondo il DSM IV-TR: intrusione, evitamento e iperattivazione.

La prima area (intrusione) riguarda il rivivere l’evento traumatico attraverso ricordi che si presentano in modo ricorrente e intrusivo, sogni, flashback e sensazione di risperimentare l’esperienza. Inoltre fattori che in qualche modo richiamano l’esperienza traumatica creano disagio intenso e reattività. Il passato si ripresenta costantemente quindi e nonostante i tentativi di controllarlo crea disagio e sofferenza.

L’evitamento riguarda lo sforzo di evitare tutto ciò che è legato al trauma e che ne evoca il ricordo: pensieri, sensazioni, luoghi, attività o persone. In alcuni casi può esserci l’incapacità di ricordare alcuni aspetti del trauma. Altri sintomi associati sono la riduzione di interesse o partecipazione ad attività significative, affettività ridotta e quindi minor capacità di provare sentimenti, distacco nelle relazioni, sentimenti di diminuzione delle prospettive future di vita.

L’iperattivazione riguarda invece uno stato di allarme che come immediata risposta a un evento traumatico è normale, ma in questo caso persiste con sintomi (non presenti prima dell’evento traumatico) di irritabilità, difficoltà a dormire, a concentrarsi, ipervigilanza.

Il PTSD deve avere una durata superiore a un mese, definendosi acuto quando la durata è inferiore ai 3 mesi e cronico se è superiore ai 3 mesi. Ad esordio ritardato: se l’esordio dei sintomi avviene almeno 6 mesi dopo l’evento stressante.

Dott.ssa Deborah Pravato

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