“Uno psicologo nel lager”

Psicologo Milano – Dott.ssa Deborah Pravato

27 gennaio – Giornata della memoria

“Da moltissimo tempo non ci chiedevamo quale fosse il senso della vita, nella formulazione ingenua del problema di chi pensa solo alla realizzazione di uno scopo, producendo qualcosa di creativo. A noi premeva di ricercare il senso dell’esistenza come un tutto che comprende anche la morte e non garantisce solo il senso della <<vita>>, ma anche il senso della sofferenza e della morte: per questo senso abbiamo lottato! […] la vita conserva il suo senso anche quando si svolge in un campo di concentramento, quando non offre quasi più nessuna prospettiva di realizzare dei valori, creandoli o godendoli, ma lascia solamente un’ultima possibilità di comportamento moralmente valido, proprio nel modo in cui l’uomo si atteggia di fronte alla limitazione del suo essere, imposta con violenza dall’esterno. […] se la vita ha un significato in sé,allora deve avere un significato anche la sofferenza. La sofferenza, in qualche modo, fa parte della vita — proprio come il destino e la morte. […]

Dal modo in cui un uomo accetta il suo ineluttabile destino e con questo destino tutta la sofferenza che gli viene inflitta, dal modo in cui un uomo prende su di sé la sofferenza come la <<sua croce>>, sorgono infinite possibilità di attribuire un significato alla vita, anche nei momenti più difficili, fino all’ultimo atto di esistenza. […] l’uomo realizza o perde i possibili valori morali che la sua dolorosa situazione e il suo duro destino gli consentono, e, a seconda dei casi, è <<degno del suo tormento>> o non lo è.”

Frankl V.E., Uno psicologo nei lager, trad. it., Edizioni Ares, Milano, 2009, 20ª  ed.