Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Un insegnamento è buono se lo puoi applicare direttamente nella tua vita, in modo da poter trasformare la tua sofferenza.

Thich Nhat Hanh

Il nome mette già in luce gli elementi su cui tale tipo di approccio si focalizza: i pensieri (cognitivo) e i comportamenti (comportamentale).

L’approccio cognitivo-comportamentale parte dal presupposto che esista una particolare relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti. L’intervento si focalizza sui pensieri e sui comportamenti attuali per cercare di affrontare e superare il proprio disagio.

Immaginiamo che ognuno di noi indossi degli occhiali per guardare il mondo, la realtà circostante e se stesso. Tutto è filtrato attraverso le lenti di questi occhiali e a seconda del loro colore e delle loro caratteristiche avremo una percezione differente.

L’approccio cognitivo si occupa proprio dei nostri occhiali, individuando pensieri ricorrenti e schemi di interpretazione della realtà, con l’obbiettivo di modulare l’influenza che essi hanno sulle nostre emozioni e sui nostri comportamenti. Si pone quindi lo scopo di valutare e rendere più realistici e funzionali tali pensieri.

Il punto di vista comportamentale orienta invece l’intervento verso i  comportamenti che contribuiscono a mantenere l’emozione e il disagio,  con l’obbiettivo di promuovere reazioni e modalità più funzionali alla gestione della difficoltà.

Le caratteristiche di tale approccio definiscono in maniera peculiare il percorso verso la risoluzione del proprio disagio. Pensiamo a tale percorso come ad un viaggio. Questo viaggio prevede che si percorra un cammino insieme secondo una modalità attiva e collaborativa. Ognuno avrà però un ruolo diverso, lo psicologo può essere come un allenatore e il paziente supportato e indirizzato giocherà la partita. È la persona stessa a dover fare la scalata verso la risoluzione dei suoi problemi, nessuno può scalare la montagna al suo posto. Se la montagna è il problema, è la persona stessa a decidere di mettersi in cammino e scalarla, ma si può essere accompagnati, supportati e indirizzati verso le strategie e le attrezzature adeguate per farlo.

Il percorso ha il suo focus sul presente e sul problema attuale, non sul passato. Quando si è di fronte alla montagna sarà in quella direzione che rivolgerete lo sguardo. Questo non significa però escludere l’importanza di inquadrare il problema attuale all’interno di una cornice più ampia che riguarda anche il passato e il percorso che ci ha condotto fino alle pendici della montagna. Questo infatti ci permette di comprendere meglio il quadro e dargli un senso.

Si stabiliscono inoltre degli obbiettivi che guideranno il percorso e permetteranno di valutare come sta procedendo il viaggio, così come durante una scalata si ha chiara la meta e si conoscono le tappe necessarie da fare.

Infine il percorso è pratico e concreto. Per scalare una montagna serve motivazione, volontà e impegno, ma servono anche le attrezzature adatte e le tecniche adeguate.

Dott.ssa Deborah Pravato

 

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